Eutanasia

Invoco l’eutanasia per il mio blog embrionale. Il vaticano si opporrà?

Fammi entrare per favore nel tuo giro giusto….

Facebook… chi non ci è ancora cascato, si mantenga vergine!

Un paio di mesi or sono mi ritrovai a riflettere e ad esternare i miei pensieri sul più famoso social network mondiale: Facebook, il Faccialibro.
Rileggendo il post non ho potuto fare a meno di notare l’effetto e l’impatto prepotente che esso ha avuto nell’ultimo periodo sui miei amici (tutti, o quasi registrati e dunque “amici” anche virtuali), conoscenti e cordiali sconosciuti (anch’essi accresciuti al rango di “amici”).
Tanto per fare un esempio: ho già partecipato nell’ultimo mese a due eventi organizzati interamente via Facebook: una festa organizzata in onore del raggiungimento dei cento membri di un Gruppo, un aperitivo in un locale che dista un chilometro da casa mia. Esistono eventi per tutti i gusti: gli ufficiali “Facebook Megaparty”, le serate nei locali con “Lista Facebook” per l’ingresso e persino le crociere a prezzo scontato!
La questione che ha scatenato questa riflessione (che, mi rendo conto, lascia il tempo che trova) è la seguente: il pretesto degli eventi a cui ho partecipato (e numerosi altri sono in programma per le prossime settimane) è proprio Facebook, il Mezzo. Medium is message, diceva qualcuno. Io direi Medium is party! Senza Facebook, questi eventi non sarebbero esistiti, o almeno avrebbero avuto nomi e modalità di fruizione diversi.
Certo, potrebbe obiettare qualcuno: alcuni eventi sarebbero esistiti comunque, saremmo stati avvertiti con un sms, un’email, tramite newsletter o con il caro vecchio Passaparola.
Sì, rispondo io. E ribatto: avete mai partecipato ad una festa per il centesimo contatto aggiunto nella rubrica del telefonino di qualcuno?
Non è nell’evento in sé che sta il punto. Ogni scusa è buona per festeggiare e fare un po’ di casino. Trovo solo interessante il fatto di creare eventi e gruppi per qualsiasi manifestazione. Ma tant’è.

Ed ora per rinfrancar lo spirito vi segnalo un elenco di gruppi o eventi improbabili ai quali sono stata invitata a prendere parte.
Si parte dagli eno-gastronomici: “Birra a caduta”, “Fisici da Trattoria”, “Must-Mohito Party”, “Oktoberfest”, “Raviolando l’aperitivo”, passando dal classico “Toga party”, e dal disarmante “Il mio compleanno”, fino ad arrivare al nonsense estemporaneo di gruppi quali “Quelli/e che amano colui/colei che ama un altro/altra” (e perché dovrebbero svergognarsi sulla pubblica piazza?), “Anche io domani ho un esame ma me ne sbatto”, “Aboliamo Gigi D’Alessio da questo mondo”, “Uccidiamo il Gattino Virgola con una mazza da golf”. L’elenco è lungo, ma mi fermo qui.
Il gruppo “Avevo una vita, ma Facebook me l’ha portata via” conta 13.520 membri. Fine.

Le domande da un milione di dollari

Gentili lettori,
vorreste gentilmente provare a rispondere ad alcune domande? Ho bisogno di sapere se sono solo io a trovarle spiazzanti e, nella loro sconcertante banalità, davvero capaci di mettere in crisi chiunque.
La prima: Quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti ? (indicarne 3)
La seconda: Indicare tre aggettivi che ti descrivano
La terza: Se dovessi identificarti con un personaggio di un libro, quale sceglieresti e perché?
La quarta: come ti vedi tra cinque anni? (Uguale ad adesso, magari con qualche soldo in più per mantenermi, con un gatto certosino che mi provocherà una terribile crisi allergica, un lavoro a tempo indeterminato verso il quale nutrirò sentimenti contrastanti, un telefono cellulare touch, quindici giorni di ferie ad agosto quando tutti vanno in vacanza…)

Gli sms e le email rendono le persone codarde

Quando c’era solo il telefono, per comunicare le brutte notizie, le risposte negative, le decisioni imbarazzanti o spiacevoli in tempo utile, si era costretti a sollevare la cornetta del e comunicare a voce con il proprio interlocutore.
Gli sms e le email hanno reso questo compito più facile. Con poche righe si può liquidare il problema e non permettere la replica.
Dico questo perché la scorsa settimana sono stata vittima di un misunderstanding enorme a causa di un sms. La colpa è mia tanto quanto dell’altra persona.
Spero di aver imparato qualcosa da questa storia. Il caro vecchio telefono, è sempre la scelta migliore.

Rob, salvami tu!

“Il vantaggio dell’incomprensibile è che non perde mai la sua freschezza”, scriveva il poeta Paul Valéry. Da questo punto di vista, Vergine, scommetto che nei prossimi giorni sarai vivace e spumeggiante, sfacciato e impertinente, frizzante e ottimista, brillante e arioso. Incontrerai molte novità deliziosamente difficili da afferrare, vivendo un risveglio dopo l’altro e raggiungendo ogni volta un grado maggiore di consapevolezza.
- L’Oroscopo di Internazionale -

Coppie improbabili su uno yacht

Afef e Kid Rock: la premiere dame dell’imprenditoria italiana e il buzzurro cantante americano famoso quasi unicamente per i suoi video zozzi con Pamela Anderson.
Qualcuno sa spiegarmi il principio fisico-chimico che ha spinto due corpi così estranei a galleggiare insieme sulle acque del mediterraneo a bordo di uno yacht? La mia domanda è: perché?
Segni dell’apocalisse imminente?

Lo sapevate?

La parola Avatar, utilizzata oggi per indicare un’immagine scelta da un utente per rappresentare la propria presenza in community virtuali, in realtà deriva dal sanscrito.
Il Dio Vishnu appare sulla terra in varie forme. Nella tradizione induista Avatar prende il significato di Incarnazione.

Non Idonea

In due giorni ho ricevuto due mail. Quando non sono buone notizie si inviano mail, si evita l’imbarazzo.
Nella prima: “purtroppo devo comunicarti che per la posizione che stiamo cercando il tuo profilo non è risultato idoneo”.
Nella seconda: “al momento il suo profilo non è completamente in linea con le nostre esigenze”.
Esigenze? Idoneità? In linea? Profilo?

Certo è che ci resto male tutte le volte.

Quando un pennello gode di vita propria

Quando mi annoio divento pericolosa. Quasi molesta.
Abbraccio i miei familiari continuamente senza motivo, giro per la casa mangiucchiando ciò che di commestibile la mia dispensa offre, sto incollata allo schermo di un computer, telefono al mio paziente fidanzato accusandolo di non pensare a me (per tutta risposta il sant’uomo mi si presenta alla porta di casa portando con sé due regali per la sottoscritta. Sì, lo so, sono diabolicamente femmina!).
Lo scorso week end mi sono svegliata, mi sono guardata allo specchio (attività che svolgo in media tra le 30 e le 40 volte al giorno) e mi sono detta: Chiara, è ora di prendere una decisione chiara!
No, non ho bevuto la Sambuca.
Sono andata al Brico Center, praticamente ancora in pigiama. Da brava donna bricoleur quale non sono, mi sono approcciata con fare sicuro al commesso, l’ho praticamente preso sottobraccio e mi sono fatta condurre nelle affascinanti corsie del negozio.
Ho comprato tantissime cose, per lo più inutili, sono tornata a casa e ho pitturato la porta del ripostiglio sul balcone. Mamma ha apprezzato l’iniziativa.
Cosa ho imparato da questa due-giorni fai-da-te non-stop? Tantissimo.
- Le donne possono farcela da sole
- Gli uomini, ormai, servono solo ad aprire i barattoli e a mettere sul portapacchi le valigie (mi sto ormai emancipando anche su quest’ultimo aspetto)
– Le macchie di smalto non si tolgono con l’acqua, né con la benzina, bensì con il solvente. Io ho rimediato a modo mio, utilizzando il solvente per unghie con le vitamine della seta. Ah, non dite alla mamma che ho rischiato di provocare una catastrofe incendiaria domestica!
- I commessi del brico center sono molto pazienti
- I giornali è meglio fissarli alla parete e al muro con uno scotch di carta sennò si spostano e volano via
- Si scoprono un sacco di notizie passate inosservate utilizzando i quotidiani per i lavori domestici
- Repubblica e, in generale, il formato tabloid, va molto meglio per questo genere di impieghi, La Prealpina è troppo stretta e lunga
- Un pennello colmo di vernice, se appoggiato al bordo del barattolo, non resisterà in quella posizione per più di tre secondi. Esso godrà di vita propria e andrà di sua sponte ad imbrattare il punto più improbabile e lontano.
Misteri del bricolage. Alla prossima puntata!

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